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Literature and Beyond

Il ciclo di seminari “Literature and Beyond” comprende cinque incontri con ospiti di prestigio internazionale nei quali si presentano altrettante sfide della letteratura nel XXI secolo. In ciascun seminario, in particolare, si discutono le relazioni, le interazioni e gli scambi fra la letteratura e una realtà altra riconducibile al più ampio ventaglio delle scienze umane: cultura materiale, spazi urbani, arti pittoriche, visual studies, ecologia. Quali sono i legami fra letteratura e spazi sociali e in che modo la spazialità urbana ha condizionato le espressioni letterarie del tardo Medioevo e del primo Rinascimento? Come dialogano letteratura e arte dalla prima età moderna alla contemporaneità? In che modo i testi letterari divengono latori di istanze ecologiste propugnando lo sviluppo di una coscienza ambientale?

Rispondendo a queste e ad altre domande, il ciclo “Literature and Beyond” si propone di sviluppare un dialogo a distanza fra autori, periodi e secoli differenti (da Virgilio a DeLillo, dal Medioevo all’età contemporanea) e si caratterizza per il carattere seminale degli interventi proposti: lungi dall’essere una presentazione degli stati dell’arte di un determinato campo del sapere, i vari contributi adottano un approccio critico finalizzato a stimolare la riflessione e l’interrogazione su alcune questioni – anche destinate a rimanere inevase – che riguardano in ultima istanza la natura e lo status quo della letteratura stessa. Il ciclo di eventi si tiene a distanza (su Microsoft Teams), ad eccezione del seminario con W.J.T. Mitchell che si può seguire anche in presenza a Venezia. L’iniziativa è organizzata da Valentina Modolo e curata da Marco Sartor (Università di Parma), patrocinato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dal Venice Centre for Digital and Public Humanities e finanziata con i fondi per le attività studentesche dell’Università Ca’ Foscari Venezia.

Literature and Material Culture: Publishing Practices and Distinctions of Taste since the Industrialization of Printing

Lunedì 21 marzo 2022, dalle 17:00 alle 18:30
Place
Online (Microsoft Teams)
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Relatore: Anthony Enns (Dalhousie University). Discussant: Bernhard Metz (Universität Bern)

Abstract

This seminar will discuss how the material aspects of literary texts reflect and potentially even determine their cultural status. Following the industrialization of printing, for example, the distinctions between so-called “highbrow” and “lowbrow” books often had little to do with their content, as they also served as markers of socioeconomic status, like clothing or home décor, and the concept of literary taste thus became more closely related to fashion sense than critical judgment. The seminar will support this claim by examining how the tensions between popularity and prestige reflect fundamental historical changes with regard to the development of technology, literacy, and social power, and it will focus on several case studies that demonstrate how the cultural status of literary texts can be understood as an inherent consequence of their material form, which often changes the value of texts that are otherwise experienced as more or less prestigious.

Sui relatori

Anthony Enns is Associate Professor of Contemporary Culture in the Department of English at Dalhousie University in Canada, and Bernhard Metz is co-leader of a Swiss National Science Foundation project at the Institute for the History of Medicine at the University of Bern in Switzerland. Together they have edited a special issue of the journal “Belphegor: Popular Literature and Media Culture” titled Distinctions that Matter: Popular Literature and Material Culture, as well as the anthology Consumerism and Prestige: The Materiality of Literature in the Modern Age, which was developed from a conference held at the Free University of Berlin and is currently forthcoming from Anthem Press.

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Letteratura e pittura: forme ed esperienze della cultura verbovisiva rinascimentale

Venerdì 8 aprile 2022, dalle 14:00 alle 15:30
Place
Online (Microsoft Teams)
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Relatore: Andrea Torre (Scuola Normale Superiore). Discussant: Chiara De Cesare (Università di Parma).

Abstract

Il seminario intende affrontare, attraverso alcune esemplificazioni (da Petrarca a Marino) le numerose e varie occasioni d’incontro tra “parole” e “immagini” nella civiltà letteraria del Rinascimento. Per quanto la letteratura e le arti visive siano depositarie di tradizioni e di saperi specifici e risultino ben evidenti le differenze di modi, tempi e condizioni sia della realizzazione sia della ricezione tra l’opera letteraria e l’opera figurativa, rilevante è il ruolo svolto dalla componente visiva sia quando interagisce da vicino con il codice linguistico, come nel caso delle scritture ecfrastiche e dei repertori iconologici, sia quando accompagna il testo, così da influenzarne la ricezione, come nella tradizione del libro illustrato. Le modalità di (auto)rappresentazione dell’individuo, dagli intrecci tra testi e immagini che il concetto di “ritratto” suggerisce alla rappresentazione simbolica per imprese ed emblemi, le differenti dinamiche di transcodificazione figurativa che interessano la scrittura lirica in confronto alla poesia d’impianto narrativo, nonché le riflessioni teoriche e le applicazioni pratiche delle artes memorandi, costituiscono l’orizzonte d’indagine – al contempo storico e teorico – di un siffatto approccio alla cultura della prima età moderna.

Sul relatore

Andrea Torre è professore associato di Letteratura italiana presso la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove insegna Letteratura italiana del Rinascimento. Editore e commentatore di testi poetici e filosofici cinque-secenteschi conduce ricerche: su Petrarca e la ricezione petrarchesca; sulla poesia rinascimentale; sulla fortuna della mitologia classica in età moderna; e più in generale sui rapporti tra letteratura e arti visive. Ha composto saggi su Ariosto, Camillo, Dolce, Flaiano, Marino, Torelli, Tansillo, Tasso e Tesauro. Autore delle monografie Petrarcheschi segni di memoria. Spie postille metafore (Pisa, 2007), Vedere versi. Un manoscritto di emblemi petrarcheschi (Napoli, 2012) e Scritture ferite. Innesti, doppiaggi e correzioni nella letteratura rinascimentale (Venezia, 2019), ha curato l’antologia di testi Variazioni su Adone I. Favole lettere idilli (1532-1623) (Lucca, 2009) e, insieme a Gianluca Genovese, il volume Letteratura e arti visive nel Rinascimento (Roma, 2019). Sta conducendo una ricerca sul tema culturale della ferita nella letteratura europea della prima età moderna.

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Literature and Visual Studies: Old Thoughts and New Perspectives

Venerdì 22 aprile 2022, dalle 17:00 alle 18:30
Place
In formato ibrido, in presenza a Venezia (Ca’ Dolfin, Aula Magna Silvio Trentin) e online (Microsoft Teams)
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Relatore: W.J.T. Mitchell (The University of Chicago). Discussant: Stefania De Vincentis (Università Ca’ Foscari Venezia)

Letteratura e ambiente: evoluzione e sviluppo degli studi ecocritici

Lunedì 2 maggio 2022, dalle 14:00 alle 15:30
Place
Online (Microsoft Teams)
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Relatrice: Anna Re (Università IULM). Discussant: Emiliano Guaraldo (Università Ca’ Foscari Venezia)

Abstract

Nel 1989 Cheryll Burgess Glotfelty, docente di letteratura americana, pose al mondo accademico letterario una domanda provocatoria: «How can we, as literary critics, respond to the environmental crisis?». La studiosa fece notare che, mentre i movimenti sociali degli anni Sessanta e Settanta come quelli per i diritti civili e l’emancipazione delle donne avevano avuto un riscontro significativo nella formazione degli studi letterari, lo stesso non si poteva dire del movimento ambientalista degli stessi anni. Negli anni Settanta furono espresse le prime forme di critica letteraria ecologicamente orientata, ma rimasero delle espressioni individuali. Solo a metà degli anni Ottanta questi studiosi iniziarono dei progetti di collaborazione, aprendo così un nuovo campo di studi letterari che cominciò a crescere agli inizi degli anni Novanta. Per ecocritica si intende lo studio del rapporto tra letteratura e ambiente fisico. All’interno di una grande varietà d’interpretazioni e orientamenti, l’ecocritica condivide la premessa fondamentale secondo la quale la cultura umana è connessa al mondo fisico nel senso che lo influenza e ne è a sua volta condizionata. L’intervento si concentrerà sull’evoluzione degli studi ecocritici attraverso le four waves (quattro fasi) che si sono avvicendate a partire dagli anni ’80, concentrandosi in particolare sui più recenti sviluppi. In una seconda parte si tratterà il rapporto speciale che si è creato tra i nature writers e la scienza. Dopo la specializzazione del linguaggio scientifico, le humanities avevano maturato un linguaggio proprio. Ora, con lo sviluppo della ricerca ecocritica, la letteratura sta di nuovo attingendo alla scienza per raccontare il mondo naturale con risultati efficaci e brillanti.

Sulla relatrice

Anna Re è laureata in Lingue e letterature straniere alla IULM, ha poi conseguito un Master in English with an Emphasis on Literature and the Environment alla University of Nevada, Reno (USA) e il Dottorato di Ricerca in Letterature comparate alla IULM. Collabora con la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM di Milano dove si occupa di letteratura, filosofia dell’ambiente e insegna inglese per le arti. Lavora inoltre come traduttrice freelance e collabora con la Fondazione Unesco Sicilia. Ha pubblicato Italian Environmental Literature: An Anthology (Italica Press, 2004), l’antologia Americana Verde (Edizioni Ambiente, 2009, con una riedizione nel 2019), ha collaborato con Aurelio Angelini al volume Il futuro di Gaia (Armando, 2008) e ha pubblicato un dizionario culturale dell’ambiente dal titolo Parole, simboli e miti della natura (Qanat, 2012) con Aurelio Angelini. Ha scritto diversi articoli sul rapporto tra letteratura e ambiente su riviste nazionali e internazionali.

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Literature and Urban Spaces: the Architecture of the Decameron. Bodily Experience and Spatial History

Martedì 17 maggio 2022, dalle 17:00 alle 18:30
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Relatore: Niall Atkinson (The University of Chicago). Discussant: Ludovica Galeazzo (Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies).

Abstract

How various historical voices – literary, metaphorical, represented, real, and imagined – facilitate our historical understanding of architecture and urban space in late medieval and Renaissance Italy? Niall Atkinson will try to answer to this question through two key texts that were produced in Florence in 14th century: Giovanni Boccaccio’s Decameron, completed towards 1352, and Franco Sacchetti’s Il Trecentonovelle, written largely in the final decade of the 14th century. Both of these texts respond explicitly to urban crises by proposing to tell stories. In order to confront cultural loss and social anxiety, they deployed different narrative strategies to facilitate this understanding through a literary discourse that confronted the city not as an object to behold, but as a problem to be posed. Such an approach assumes that the act of storytelling embodied a critical mechanism that participated in the construction of symbolic spaces in the Renaissance.

Sul relatore

Niall Atkinson is Associate Professor of Art History and Romance Languages and Literature at the University of Chicago. His research focuses on the experience of architecture and urban space in early modern Italy in order to understand the build environment as a collective social construction of the body’s sensorial apparatus. His recent work has explored the relationship between sound, space, and architecture and their role in the construction of civic society, culminating in the publication of The Noisy Renaissance: sound, architecture, and Florentine urban life, which came out in 2016 by the Pennsylvania State University Press.
Throughout his career, he has received many fellowships and grants: in 2017 he was appointed a fellow at I Tatti, the Harvard University Center for Italian Renaissance Studies and has received research grants from the Neubauer Collegium for Culture and Society (University of Chicago). He has also held fellowships from the Samuel H. Kress Foundation and the Kunsthistorisches Institut in Florenz (Max-Planck-Institut) and in 2019, he was the Geddes Visiting Fellow at the School of Architecture at the University of Edinburgh. In 2018, he co-curated the US Pavilion at the Venice Architecture Biennale on the theme, “Dimensions of Citizenship.”
Niall is currently co-writing a book, with Susanna Caviglia from Duke University, on the urban visual and spatial effects of the narratives and itineraries of French travelers to early modern Rome.
He is also experimenting with digital technologies to spatialize the demographic data contained in the 1427 tax census of Florence (catasto) into an interactive geographic platform. In collaboration with a consortium of related digital reconstruction projects focused on Renaissance Florence (Florentia Illustrata), this method of geo-referenced spatial history will lay the groundwork for future experiments in mapping the soundscapes and other sensory experiences of early modern cities.

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